domenica 16 settembre 2012

Una mamma senza tacchi


Quando hai un bambino di 20 mesi la cui massima aspirazione è rinchiudersi in una lavastoviglie (e nel frigo, e nei cassetti – n.d.m.)... forse non è il caso di andarsene in giro per il mondo traballando su un bellissimo paio di scarpe coi tacchi.

Eccolo, giusto per farvi inquadrare il tipo.
Perché sì, io amo i tacchi. 
E perché no, non li indosso ormai da anni.

La colpa poi non è neanche di mio figlio, se vogliamo dirla tutta. Ma delle mie caviglie fragili che si piegano per un nonnulla come fossero di burro. Di un marito alto quanto me. Della mia indolentissima pigrizia. Di un lavoro che esige dai miei piedi comodità e agilità. Insomma ci avevo già rinunciato da qualche anno ai tacchi, da ben prima di diventare mamma.

Ma lui, quetto bimbo, non è che proprio mi invogli a riprovarci! E già, perché la storia della lavastoviglie oltre ad essere drammaticamente vera (devo caricarla e svuotarla a tempo di record altrimenti zac: lui ci si infila dentro!) è solo la punta di un iceberg, fatto di palline che rimbalzano in ogni dove, cani e gatti che scappano terrorizzati da un nanetto che li scambia puntualmente per dei cavallucci a dondolo, corse a perdifiato dietro biciclette, macchinine e bimbi che inseguono altri bimbi che inseguono altri bimbi che inseguono cani e gatti che inseguono palline e biciclette. Insomma la solita storia di bambini, cani, palline e macchinette. E lavastoviglie. Chi è mamma lo sa. E delle confortevoli scarpe da ginnastica, in questi casi, sono davvero l'ideale. Per correre dietro al bambino. O alla lavastoviglie. Va be' ci siamo capiti.

Insomma i tacchi mi piacciono ma, almeno per ora, non fanno per me. Troppo scomodi. Per una che non riesce ad indossare nemmeno le ballerine senza riempirsi di vesciche e calli. Per una che indossa impavida le infradito da aprile a novembre. Per una, in buona sostanza, che ha l'anima in ciabatte.

Dice un antico proverbio africano: ogni mattina quando sorge il sole, ti svegli e... non importa se sei una mamma, un bimbo o una lavastoviglie: l'importante è che tu inizi a correre... e che lo faccia rigorosamente senza tacchi!




















Con questo post partecipo alla simpatica iniziativa di Luana aka La staccata, brillante mamma-blogger-scrittrice che vi invito calorosamente a seguire. Io vi consiglio di (in)seguirla senza tacchi ma insomma, decidete voi.

E tu? Che mamma sei? Taccata o staccata?