venerdì 22 giugno 2012

Come glielo spieghi il dolore a un bambino? (ed è passato un anno)


24 giugno 2011 Me la ricordo bene quella mattina. Quando la paura sospende ogni desiderio all'infuori di uno, vivi ogni attimo come se fosse l'ultimo. E ti rimane scolpito dentro. Per sempre.
I minuti. Sono. Come. Macigni.
La porta della sala operatoria diviene il confine tra te e le tue paure, tra la ragione del tuo vivere e il resto del mondo. Tra l'amore ed il buio più nero.
E rimani. Come. Sospesa.

Mio figlio è nato con una malformazione al polmone sinistro. Sequestro polmonare. Che alla fine è molto più brutto il nome della cosa in sé.
Ricordo ancora il frastuono che ho sentito dentro quando i medici usarono per la prima volta quella parola: “malformazione”. Daniele era ancora dentro me, piccolo piccolo. E ci dissero che una parte del suo polmone non si stava sviluppando bene, ed era come... morta. Cosa significava? Avrebbe potuto avere una vita normale? Avrebbe respirato senza problemi? Era in pericolo di vita? Ci risposero con un elenco di “forse” ma i medici sembravano ottimisti. Si doveva aspettare la nascita per avere una diagnosi più precisa. E quasi sicuramente si sarebbe dovuto operare per evitare complicazioni.
Ovviamente ci aggrappammo al quel “quasi” con tutte le nostre forze, cercando di portare a termine la gravidanza come ogni coppia di genitori meriterebbe: serenamente. Con qualche difficoltà e qualche lacrima ma ci riuscimmo. Con molte ecografie, tante visite ed una risonanza magnetica.

E così all'età di cinque mesi affrontammo l'intervento.
Daniele era un bambino sano, tutto sommato. Completamente asintomatico. Ma l'operazione era davvero necessaria, per evitare infezioni e complicazioni future. E poi sarebbe stato finalmente libero e con una vita normale. Cercammo di convincercene. Firmammo una serie di carte.
Ma portare tuo figlio in una sala operatoria quando lo vedi stare bene è davvero contro natura. E la voglia di scappare via dall'ospedale, quella notte, assalì sia me che mio marito. Ce lo dicemmo poi, l'indomani in quel corridoio durante l'attesa più lunga della nostra vita.

Restammo. E Daniele fu più forte di tutto e tutti.
E' passato un anno, ed ancora ci portiamo addosso gli strascichi di quei giorni difficili. Piccoli e grandi traumi che hanno segnato le nostre tre vite ma che col tempo riusciremo a superare.

E' passato un anno.
Ed è passato. E' tutto passato.

Ti ho stretto tra le braccia fino all'attimo prima di entrare in sala operatoria, respirando ogni tuo respiro, abbracciandoti come non ti avevo mai abbracciato. Ho pregato, ho pianto, ho atteso, e di nuovo pianto e di nuovo pregato.Sono tornata a respirare quando il chirurgo ci ha guardato negli occhi dicendo "ho finito". 
Sono tornata a sorridere quando, dopo tre giorni, ho rivisto il tuo sorriso.Ti ho visto pallido dormire immerso in un mare di tubi e di fili che ti facevano sembrare ancora piú piccolo. Ti ho visto piangere, assonnato, confuso e affamato...disperato perché allontanato inspiegabilmente dal mio seno. Ho pianto con te. E ho cercato di spiegarti che doveva essere cosí.Ho stretto la mano di tuo padre, ho cercato la forza nei suoi occhi lucidi...l'abbiamo trovata entrambi nelle tue manine di nuovo pronte a stringere le nostre dita nonostante tutto. Come glielo spieghi il dolore a un bambino? I bimbi a quest'ora sono al mare...e invece guarda quanti letti pieni, guarda quanto dolore... e come glielo spieghi il dolore a un bambino? Come te lo spiego, piccolo mio?La forza ce l'hai data tu, e tutti quei bimbi meno fortunati di te, e i volti stanchi dei loro genitori. E sembri aver già dimenticato.Il tuo sorriso è tornato piú dolce di prima, le tue manine continuano a darci forza, e i nostri occhi ora luccicano di gioia.Sei stato bravo, bimbo mio. Un giorno ti mostreremo queste foto e ti racconteremo di come sorridevi a medici e infermieri e ti esaltavi vedendo la macchinetta della tua flebo! Il mio piccolo eroe!Ti stringo nuovamente al seno e ringrazio Dio per questo dono immenso... Ma il mio pensiero resta ancora a quei lettini d'ospedale e a quei bambini senza mare. Come glielo spieghi? Come glielo spieghi?

Ho scritto questo post nel caso possa essere utile ad altri genitori. Il sequestro polmonare, così come la malformazione adenomatoica cistica (CCAM), è qualcosa da cui si può uscire. Purtroppo c'è ancora molta disinformazione a riguardo. E addirittura ci sono medici che propongono l'interruzione della gravidanza. 

Esiste uno splendido gruppo di sostegno su facebook
Mamme e papà di bimbi speciali che hanno affrontato o stanno per affrontare questo tipo di malformazioni polmonari.E saranno tutti pronti a darvi consigli e parole di conforto!

Trovate anche un libretto informativo con tante spiegazioni utili e con le testimonianze e le storie di tanti bimbi che ne sono usciti vittoriosi! 

Per quanto mi riguarda metto la mia esperienza a disposizione di chiunque avesse bisogno di un confronto o di un consiglio.
Mio figlio è stato operato dal prof. Lima e dalla sua equipe presso l'ospedale sant'Orsola di Bologna. La tecnica usata è la toracoscopia, una forma di microchirurgia mini-invasiva grazie alla quale il bambino ha avuto una ripresa incredibilmente rapida.
Oggi Daniele ha 17 mesi ed è un bambino sano e vitale. Una peste, mi dicono dalla regia!

Per qualsiasi informazione potete contattarmi via email, sarò lieta di potervi, anche solo in minima parte aiutare.

E' passato un anno.
Ed è passato. E' tutto passato.

Tutti in macchina: si parte per Bologna!



Ecco Daniele nel suo lettino in ospedale, prima dell'intervento

Spupazzato dalla caposala

Le ultime raccomandazioni "Prof vedi che poi fa'!"


Il giorno dopo l'intervento, nel reparto di rianimazione
"Datemi la tettaaaaaaaaaaaa!"
In rianimazione, pieno di fili :(
Coccole con mamma


Aerosol!


Ferite di guerra! (Oggi non si vede più nulla)


 

Ma quanto ci fa ridere la macchinetta della flebo!!!



A spasso nei cortili dell'ospedale, con flebo al seguito!

Sì, sono un bambino molto fortunato! Tao tao!


martedì 12 giugno 2012

Regala le bimbografie! Buoni regalo per servizi fotografici di bambini e donne in dolce attesa


Un regalo originale per tutte le occasioni. Per una mamma in attesa, per un battesimo, una prima comunione o un compleanno. Regalare un servizio fotografico può rivelarsi una scelta insolita ma di sicuro effetto!




La tua migliore amica è incinta? Si avvicina il compleanno del tuo nipotino? Non sai cosa regalare per un battesimo? Cerchi il dono di Natale perfetto? Regala le bimbografie!

Ti basterà contattarmi senza impegno per un preventivo e, una volta trovata la soluzione più adatta a te, ti consegnerò un buono personalizzato con il tuo nome e quello del destinatario del regalo, il tipo di servizio scelto, il codice identificativo e la data di scadenza. Il beneficiario del regalo avrà tutto il tempo per contattarmi e prenotare la sua sessione fotografica dove, quando e come vuole!












Puoi scegliere tra i seguenti servizi:

- “battesimo”


Se quello che hai in mente non rientra in nessuna di queste categorie, scrivimi e troveremo insieme la formula e il prezzo più adatti a te! (Sono disponibile per book fotografici di bambini ma anche per adolescenti e adulti di tutte le età!)




Oltre alle foto potrete scegliere di includere nel pacchetto regalo anche dei gadget personalizzati come calendari, fotolibri, stampe su tela, tazze fotografiche e tanto altro.


Inoltre per le mamme in attesa e per quelle che vogliono essere ritratte insieme ai propri bambini è possibile avere un make-up professionale ad un prezzo davvero conveniente!


Allora, non pensi anche tu che regalare un servizio fotografico sia un'idea bella ed originale?
Un dono che dura nel tempo, anzi... che col passare degli anni acquisterà ancora più significato.
E chi lo riceverà penserà a voi ogni volta che guarderà quelle fotografie!


Contattami senza impegno per qualsiasi informazione!

Tao tao