martedì 28 febbraio 2012

Tao tao ovvero Riflessioni socio-linguistiche sulla genitorialità - Fotografa bambini Roma


Questa estate mio figlio ha imparato a salutare. In vacanza in Sicilia, una notte è caduto dal letto, ha battuto la testa e poche ore dopo, al pronto soccorso ha salutato una bambina con la mano. Cosí come se lo avesse sempre fatto!

Non solo è uscito incolume dalla caduta, ma ne ha ricavato una nuova abilità! E queste sono cose che riempiono d'orgoglio il cuore di un genitore. Sono cose che ti fanno battere scompostamente le mani urlando "bravo!" con una vocina acuta ed irreale.

Il tuo bambino cresce e fa progressi e tu regredisci in modo direttamente ed irreversibilmente proporzionale. È abbastanza inevitabile. E la genitorialità è anche questo.



Ma la cosa ha anche dei notevoli risvolti psico-sociologici, se proprio vogliamo sviscerare l'argomento. Tuo figlio se ne va in giro per il mondo salutando chiunque gli capiti a tiro... e tu con lui. Fai ciao ciao con la tua mano-da-adulto in sincrono con la mano-paffuta del tuo pargolo aspettandoti in cambio sorrisi e plausi per il tuo bimbo prodigio.

E ti ritrovi a socializzare con chiunque, dando del tu a tutti senza distinzioni di età o titoli. Fai ciao al vigile al semaforo, alla cassiera del supermarket, alla coppietta sulla panchina e al ragazzino in bicicletta. Saluti il manager con la ventiquattrore, il commercialista, il medico, la donna delle pulizie, il cane sul marciapiede, l'abat jour sul comodino, la tua immagine allo specchio e, presumibilmente, la tua stessa dignità.

Allora provi a guardarti dall'esterno e, alla fine dei conti, non vedi nulla di strano. Poi abbassi gli occhi... sorridi, trattieni il fiato per qualche secondo... rialzi lo sguardo e vedi tuo figlio. Sorride anche lui, ti guarda e scuote la sua mano...




Passano i mesi e lui continua ad agitare la manina come se l'universo fosse un'enorme comunità hippy in cui dare del tu a tutti e vivere in armonia al grido di “love love love”! Solo che quetto bimbo l'inglese ancora non lo sa, parla solo l'italiano ed ha pure un vocabolario alquanto ristretto (ad occhio e croce composto di... due parole)... e insomma lui quando saluta dice qualcosa di molto simile a “tao tao”. E tu non puoi non imitarlo. Dovrebbe essere il contrario, lo so! Dovrebbero essere i bambini ad emulare i genitori ma tant'è.

Saluti dicendo “tao tao” e questo è solo l'inizio! Il tuo linguaggio muterà progressivamente e ad ogni nuova parola che imparerà tuo figlio... tu ne dimenticherai una! E ti ritroverai ad esprimerti in una buffa lingua priva di consonanti vibranti ma ricca di labiali, fatta di onomatopee e strafalcioni grammaticali, in cui le coniugazioni verbali sono un optional e la consecutio temporum è solo uno scioglilingua che ricorda una formula magica.


Siamo genitori e amiamo i nostri figli anche così: rinunciando alla nostra dignità sintattico-grammaticale, vanificando anni e anni di analisi logica e temi sulle vacanze estive, esami di linguistica e semiotica, corsi di scrittura e chi più ne ha più ne metta. Si perde il senno a veder crescere questi piccoletti e, sì, anche la sintassi.

Ma si guadagna davvero tanto, tanto altro.




E allora lo faccio, senza pensarci troppo, sperando che nessuno dei miei prof di italiano leggerà mai queste mie pagine. E mi accomiato da voi aprendo e chiudendo la mia mano destra, le gote rosse e lo sguardo fiero.

E vi dico senza vergogna: tao tao!






Grazie ad Alessia di "ferri e gomitoli" per il cappellino-ghianda, non è un amore?





Bimbografie di Beatrice Alvino - Fotografo bambini Roma - Book fotografici bambini Roma - Book donne in gravidanza Roma - Servizi fotografici a domicilio



sabato 25 febbraio 2012

Da luce a luce - Fotografa bambini Roma


Simili eppure diverse. Gli stessi occhi, scuri e volitivi, i lineamenti marcati, la carnagione scura. Più fragile io, più esuberante lei. Riflessiva io, impetuosa lei.


Non ci siamo mai frequentate molto io e mia cugina. Non c'è un motivo, semplicemente è successo.

E poi la vita ci avvicina inaspettatamente facendoci diventare entrambe madri nello stesso anno, facendoci condividere molto più di quanto avremmo potuto fare da bambine o da ragazze spensierate.
Perché discorrere di pannolini, cacche, pappe e allattamento può unire due donne per la vita intera!

La sua Lucrezia ha appena compiuto tre mesi e a dire il vero ho già avuto l'onore di ritrarla quando aveva solo 10 giorni (trovi le foto cliccando qui)
Ma stavolta a rapirmi il cuore sono state queste immagini di tenerezza e amore...

A vederle è difficile capire chi dia luce a chi. Come due specchi che si guardano, due cuori che battono all'unisono, un'unico respiro, un amore senza fine: una mamma e la sua bimba.






... ed eccola ovviamente anche insieme al suo papà!
 





lunedì 20 febbraio 2012

Fa rima con miele - Fotografo bambini Roma


Fa rima con miele il nome di questo fantastico bimbo di 5 mesi. E in fatto di dolcezza non gli si può rimproverare nulla!

Due occhioni azzurri meravigliosi e meravigliati e delle guance paffute in cui affondare le labbra per mangiarselo di baci!

Eccolo, è Gabriele!
























Puoi trovare il cappellino arancia e tante altre splendide creazioni nel negozio di Vanessa Melime Baby Bee Shop


Per il simpaticissimo cappello-gufo si ringrazia Cinzia del blog "Il giardino di Flora"

Bimbografie di Beatrice Alvino - Servizi fotografici di bambini a domicilio a Roma



domenica 19 febbraio 2012

Chi?


Beatrice all'anagrafe, per molti “Bea”, per qualcuno “Beba”, per uno soltanto “mamma”
Vivo e lavoro a Roma. Abito in un piccolo appartamento con i miei due uomini: Big D e Little D.

Mi piace il cinema, il teatro, i musical e i cartoni della pixar.
Mi nutrirei di pizza e cibo messicano. Ma anche di pistacchi e crema catalana. E gelato!
Adoro le coincidenze e le belle sorprese.
Amo i viaggi e la fotografia. E poi fotografare la vita. E i sogni. E i ricordi. E le emozioni.

Non mi piacciono gli errori grammaticali, i luoghi comuni, gli inganni e i malanni. Le acciughe e i cetrioli. Odio stirare e non lo faccio.
Soffro il solletico e non credo agli oroscopi.

Qualcuno mi descrive come una creatura mitologica metà mamma e metà fotografa. Con un piccolo passato da speaker e doppiatrice.

Little D, mio figlio, noto ai più come “quetto bimbo” è ovviamente la mia più alta ispirazione, fotografica e di vita. Si narra che, appena nato, abbia visto una reflex prima ancora del volto della genitrice. E che la sua prima parola sia stata “cheese”

Quando non sono in giro a fotografare trascorro gran parte delle mie giornate al computer: little D in braccio che guarda canzoncine su youtube, e la mia mano destra che lavora ed edita le foto, con qualche “pit-stop” per nutrire/cambiare/spupazzare il pargolo, più qualche escursione sui vari social network.

Senza il mio mac e una connessione internet sono come Homer Simpson senza birra e tv.
Ma è quando sono priva della macchina fotografica che davvero inizio a dare i numeri!

Disordinata? Creativa!
Pigra? Rilassata!
Pessimista? Obiettiva!
Permalosa? Come ti permetti?

Non c'è molto altro da dire. O magari giusto qualcosina. Per esempio che...